Genova nel piatto!
Due le stagioni che ci accolgono al nostro arrivo a Genova, sabato 9 aprile. E' primavera nei fugaci sprazzi di sole e nei ciliegi in fiore che macchiano di vita un paesaggio che altrimenti mostra ancora i toni crudi e freddi di un inverno che non sembra volersene andare. Piumoni e cappelli di lana ovunque e giacche a vento e sciarpe alzate sul mento; un gruppo di turisti si stringe in striminzite ghiacchette estive, un anziano combatte con il vento per il possesso del suo ombrello, sui marciapiedi volano cartacce e foglie secche. In alto, grigie nuvole grevi di pioggia scivolano veloci portate da raffiche sgarbate che s'insinuano e fischiano fra le strette vie di una citta' che, nella sua onnipresente verticalita' assomiglia a una costruzione di carte accatastate le une sulle altre, ma sempre saporita e affascinante nei continui contrasti tra l'opulenza barocca dei palazzi signorili e la scarna semplicita' dei caruggi, gli stretti vicoli dell'area portuale.
Armonia e calore, invece, a casa da Clara e Bruno per la cena genovese.
Colori pastello, belle stampe alle pareti, scorci della città, locandine. Linee inusuali, nate dall' estro di Bruno, segnano i confini dell'appartamento, muovono i volumi creando prospettive nuove e originali tra lo spazio-pranzo e quello dedicato alla conversazione. E libri, libri ovunque, nell' ingresso come in soggiorno, ogni parete ne mostra, su ripiani di nera ardesia della vicina lavagna e nelle scansie laccate di bianco. Libri di storia, di viaggi e d'architettura. Libri di gastronomia, anche e molti, a riprova, qualora servisse, della passione che per la cucina anima entrambi gli abitanti di questa casa. La lunga cassapanca anticipa quel che a breve seguirà. La torta pasqualina, farcita di carciofi, splendida immagine che nella cornice di valeriana e pomidorini ricorda i dipinti di Arcimboldo. L'inglesina alle mandorle, bianca di zucchero a velo e guarnita di frutta candita e poi focaccia, la celebre focaccia genovese (!) a quadrettini di tanti gusti: battuto d'olive, cipolla, formaggio, origano La tavola racchiude i colori dell'estate. Quel sole, che fuori ostinatamente si nega, è qui, nel tovagliame giallo e ocra, reinterpretato dalla fantasia dei padroni di casa per tramite dei saporiti piatti di una cucina che gode di contaminazioni piemontesi e francesi. Abile l' uso delle sfoglie che racchiudono sia gli ortaggi mediterranei che le castagne, a memoria e simbolo della doppia, antitetica presenza che distingue questa città compressa tra il mare e le montagne. Ecco allora, un primo passaggio di antipasti , inclusa la gagliarda torta pasqualina ai carciofi e piccole verdure farcite cui segue il trionfo dei tortelli impastati con farina di castagne e di castagne farciti ma conditi con un profumatissimo pesto cui non manca, inutile dirlo, il fondamentale apporto di fagiolini e patate. Inusuale ma felice ed equilibrato il connubio tra il dolce delicato e setoso della castagna e i sapori del condimento, deciso e netto nel pecorino e parmigiano, profumato e fresco di abbondante basilico che qui, a differenza che in ogni altra regione, resta se stesso e non assume lo sgradevole gusto di menta piperita. A ruota arriva, insaporita e ravvivata da abbondanti chiacchiere, la cima alla genovese, farcita e e accompagnata da salsa verde, radicchio e fritto di funghi porcini.
Non potevano mancare i vini: un ottimo bianco, di cui ora mi sfugge il nome, per l'entrée, un Rossese di gran corpo per accompagnare e sottolineare tortelli e cima.
Al momento dei dessert compare un indovinato passivo in fantasiosi bicchierini spruzzati di rosso che conclude degnamente una cena improntata alla qualita' e all'equilibrio ma anche alla simpatia con cui i padroni di casa, Clara e Bruno, hanno voluto intrattenerci la sera ed anche il giorno dopo, perfette guide alle magnificenza del palazzo Reale dai sorprendenti scorci che nulla hanno ad invidiare alla famosa Versailles.
Un grazie sincero per l'accoglienza, in barba al trito cliché che vuole i genovesi chiusi e scontrosi, la speranza di poter ricambiare a Bologna e un arrivederci a presto da chi, oramai, un po' di Genova se la porta gia' nel cuore.


Ecco cosa li aspetta



E finalmente a tavola


la torta pasqualina


Le mezzelune


Cima alla genovese


La bavarese di marroni e salsa al cioccolato calda

Anna e Bruna







L'inglesina di mandorle

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