Nell'aia veneta

Sopa coada - Piatto di cultura trevigiana la cui origine viene fatta risalire all’unità d’Italia. Con tutta probabilità , a detta di diversi autori (Maffioli, Rorato, Zorzi), è dovuta ad un “innesto sardo” della “zuppa quata” o “zuppa gallurese”, un pasticcio di piccioni, pane raffermo, e abbondante formaggio.

Pita padovana alla canevera - La pita è una gallina che razzola soprattutto nel padovano da almeno 500 anni. E’ una razza particolare, e viene usata anche come animale da compagnia vista la sua eleganza e la particolare “capigliatura”. Le sue carni sono molto saporite ed è ultimamente diventata presidio Slow Food. La gustosità delle carni vengono esaltate dal particolare tipo di cottura (alla canevera): dopo averla eviscerata , si inseriscono nella cavità ventrale gli aromi (chiodi di garofano, sedano,carote, cipolle,…..), si infila nell’orifizio la “canevera” (canna d’india) per farla “respirare” durante la cottura che avviene per immersione della pita nell’acqua di un’ampia pentola dopo aver introdotto la gallina in un sacchetto per cotture e lasciata bollire per 4 ore. Il risultato è da provare.

Sgroppino
Piacevole intermezzo, sembra di origine veneta, dovuto alla creatività del ristorante Revedin di Gorgo al Monticano dove una trentina d’anni fa venne battezzato come “latte di cammello”. Prevede un mix di gelato al limone, vodka e prosecco.

Picolit
E’ assolutamente unico nel suo genere, pensate che si tratta di una vigna che durante la sua vita produttiva abortisce: alla fioritura del grappolo, solo pochi acini si sviluppano ed è proprio questa particolarità riproduttiva che gli dà quella intensità gustativa che lo caratterizza. Le barbatelle di Picolit sono state trapiantate anche fuori dal Friuli ma senza risulato. Il microclima dei Colli Orientali e del Collio Goriziano sono tali da permettere un minimo di raccolto tale da giustificarne la coltivazione . E’ un vino dolce non dolce , da meditazione.

Incrocio Manzoni 6.0.13
Sesto filare e tredicesima vite, questo è l’incrocio scelto dall’enologo Manzoni della scuola enologica di Conegliano negli anni trenta dopo varie selezioni di pinot bianco, chardonnay, sauvignon, e riesling renano.

Wildbacher
Vitigno proveniente da un villaggio austriaco ( Wildbach) nei pressi di Graz. Vitigno raro, ormai scomparso nel paese d’origine perché incrociato con altri vitigni. Sopravvive nel coneglianese coltivato dai conti Collalto e dalla casa vinicola Col Sandago. La massiccia diffusione del prosecco ha soppiantato