Il “calore” della tavola invernale

 

"Saòr" leggero di verdure

Risotto "a la bechèra"

Maiale al latte

Verze "sofegàe"

Patate alla veneziana

Dolci di Carnevale

Note dell’autrice:

“Il risotto "a la bechèra" è una versione arricchita del classico veneto risotto con i "fegadini" (termine che indica fegato, cuore e durello dei volatili da cortile): il condimento prevede, oltre ai citati "fegadini", anche salsiccia e polpa di maiale. Il termine "a la bechèra" era in origine piuttosto generico, e stava ad indicare un piatto o condimento a base di scarti di macellazione più o meno selezionati - a Venezia era il cosiddetto "sguassetto a la bechèra", una sorta di zuppa a base di avanzi di carni miste e frattaglie (un genere di pietanza comune a varie cucine regionali e che ha probabilmente la sua massima espressione del "padellotto alla macellara" romanesco).
La cucina veneta e quella veneziana, in questo caso, hanno una grande tradizione legata al maiale. Il maiale al latte ha un passato illustre, essendo annoverato tra i piatti che comparivano sulla tavola del Doge e dei nobili veneziani. La ricetta è stata ereditata dalle massaie venete (mia madre inclusa) che l'hanno inserita tra le classiche pietanze "della domenica". Da qualche tempo, però, pare essere stata accantonata in favore di preparazioni più "attuali": è quindi considerato un piatto "fuori moda", nonostante la sua delicatezza.
Due parole meritano anche le verze sofegàe (letteralmente "affogate", di fatto stufate), che normalmente fanno storcere il naso alla maggior parte degli "under 40". E' un piatto che viene considerato triviale, poco fine, da poareti: è invece il degno accompagnamento dei piatti invernali a base di carne.”