UN SUCCESSO! Veramente,
Giovanni è un cuoco eccellente e ha saputo anche presentare il suo
menu con garbo, raccontandoci dettagli interessanti. Inoltre la sua
casa è molto simpatica, e mangiare nella grande tavola, preparata
con amore, davanti ai fornelli, potendo osservare il suo lavoro, è
stato un piacere. Sicuramente Stefano ha contribuito a tutto questa
atmosfera piacevole. Alla prossima
Olivia |
NON DI SOLO PANE. Come è noto
il pane è, nell'area mediterranea, metafora, per eccellenza del cibo,
qui, invece si tratta di pane vero e proprio, lievitato all'antica,
che abbiamo potuto gustare a casa di Giovanni che, per la seconda
volta, a Milano, apre le porte a una serata di Staseranonesco.
Cena sarda doc, di sicuro, fino a che punto arcaica, è oggetto di
congetture da parte dell'antropologia. Mi aspettavo qualcosa di più
'selvatico' ma, non essendo un'antropologa ma una semplice giurista,
devo ammettere che, forse, fa parte dei miei pregiudizi credere che
gli antichi fossero necessariamente rudi o poco raffinati. L'atmosfera
per me non è stata una sorpresa, l'avevo già sperimentata, e costituisce
il punto di forza della formula. E' appena il caso di dire che gli
ospiti si selezionano da sé sulla base del comune interesse per la
gastronomia, nasce così un piacevole giro di conversazione in cui
ciascuno riconosce nell'altro qualche affinità e sviluppa empatia
nei confronti del commensale . E poi, lasciatemelo dire, chi s'interessa
di gastronomia ha, di sicuro ,un lato positivo. Ma torniamo al pane.
In questi ultimi anni Milano si è riempita di panetterie che offrono
ogni sorta di tipi di pane ma si tratta, nella maggior parte dei casi,
di prodotti ottenuti con una frettolosa lievitazione chimica e talvolta,
addirittura, surgelati.Per una napoletana come me (Napoli è una delle
poche città in cui per il pane scadente si farebbe una rivoluzione)
sono del tutto immangiabili.Mia nonna teneva nella dispensa una scodella
di pasta madre che adoperava, ogni sabato, per preparare il pane che
veniva lungamente lavorato e poi, lungamente lievitato, nove ore tra
lavorazione e lievitazione, per l'ora di pranzo era in tavola, accompagnato
da fragranti focacce e deliziosi biscotti. Non chiamatemi nostalgica,
non chiamatemi passatista, oggi il progresso ci ha dato invenzioni
e scoperte meravigliose ma ci ha tolto qualcosa che però SABATO SEI
MARZO ho ritrovato a casa di GIOVANNI. Miele di corbezzolo, olio di
frantoio, sapa, formaggio affumicato (squisito), verdure selvatiche,
erbe profumate...L'agnello, devo confessarlo, lo immaginavo crudo,
o quasi, ma era buonissimo così, come ce lo ha preparato il padrone
di casa che ci ha fatto leggere anche l'articolo pubblicato da un
quotidiano, incuriosito dall'iniziativa.Come ci ha spiegato dottamente
il nostro amico, la polenta, prima di essere di mais, nella nostra
area era costituita da farina di legumi e, spesso, funzionava da companatico,
ricca com'è di proteine, vitamine e minerali. E la prossima cena...non
è ufficiale ma si parla di una cena portoghese. A quanto una milanese
doc, qui a Milano: speriamo presto |
il piatto decorato con le erbe |

A carrarzu
con le erbe aromatiche
(agnello in forno) |
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La pentola di terracotta per la
polenta antica |
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Polenta con erbe selvatiche
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tortino di ricotta e cardi con
sedano e zafferano |
Agnello e cardi fritti
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Il pane |
Aligu - Aligu con saba e frutta
secca |
Ricotta affumicata e miele e ricotta
fresca con saba |
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Le persone
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