| STASERA VADO A CASA DI GIOVANNI
Tutto cominciò quando riuscii a sperdermi in via della "...."
(abbiamo tagliato il nome della via), complici
il numero 2, saltato nella comunicazione fattami per e-mail da Luigi
, lo spiccato senso della privacy di Giovanni (niente numero telefonico
in elenco, niente nome sul citofono), complici, infine la mia esigua
altezza e la mia lieve miopia. Ma facciamo un passo indietro:trovo
il sito di " staseranonesco "su "La Repubblica",
incuriosita invio una mail, e rimango subito colpita dalla squisita
cortesia di Luigi, il creatore e l'organizzatore dell'associazione.Vorrei
organizzare io qualcosa a Milano ma, mentre rifletto sulla fattibilità
dell'iniziativa da parte mia, Giovanni brucia i tempi e organizza
la prima cena a Milano, a questo punto decido di andare, non solo
per gustare le delizie della gastronomia e quelle dell'eccezionale
e genuina ospitalità sarda, ma anche per rendermi conto, di persona,
delle problematiche che un ospitante deve considerare e affrontare.
Come Dio volle (e con l'aiuto di un cordiale vicino di casa) riesco
a raggiungere l'appartamento di Giovanni, a incontrare Luigi e ad
ammirare la tavola, apparecchiata con gusto. Frittelle di erbe selvatiche,
zuppe di finocchietto selvatico e di pesce, varietà di formaggi
sardi con sapa, miele amaro, miele alle erbe selvatiche, torta e
biscotti semplici e squisiti, la semplicità e la leggerezza non
sono alla portata di tutti ma ardue conquiste, impossibili senza
l'eccellenza delle materie prime e l'intelletto d'amore del cuoco.
Se proprio dovessi scegliere, la palma per me (ma si tratta di un
giudizio eminentemente soggettivo) va all'erborinato di pecora con
la sapa per la singolarità del gusto e al mirto (preparato da Giovanni)
per l'intenso e inebriante profumo. Quello che mi ha colpito, in
particolare è stato il clima culturale e artistico che si è venuto
a creare, la melodia dei discorsi intervallata da opportune informazioni
e chiarimenti dell'ospitante-gastronomo. Nulla di più distante dall'abbuffata
e dallo strafogamento. Hanno contribuito in modo interessante alla
conversazione alcuni membri dell'associazione "Slowfood",
sia con le loro domande, sia con le loro precisazioni. Ho notato
il perfetto affiatamento tra esponenti della generazione dei trentenni
e di quella dell'età dei loro genitori. Niente "etaismo"
ultramodeno e ultrastupido. Niente "laudatio temporis acti".
Non è il caso: questi giovani sono proprio in gamba!
BRUNELLA GALANTE
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Sembra un quadro, ma è tutto vero,
compreso il bel cesto con i diversi tipi di pane sardo
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Particolare:
torta degli sposi incorniciata da arance e limoni
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Le frittelle di erbe selvatiche
su un letto di crema di cavolfiore
Le erbe, colte da Giovanni in Sardegna, sono: bieta, borragine
e "appara" una specie di erba cipollina che si usa anche
nelle zuppe.
Anche le uova sono "tipiche", considerato che
le galline della sorella di Giovanni, in Sardegna,
in questo periodo dell'anno mangiano il lentischio, una bacca rossa
che conferisce alle uova una colorazione particolarmente accesa.
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La zuppa di finocchietti selvatici
condita con quattro tipi di formaggio |