Inverno trevigiano 
Come se non avessero mai fatto altro. D'accordo, Valter e Rosanna ci avevano detto che erano abituati ad avere persone in casa, ma certo una decina di "estranei" non sono la stessa cosa. Eppure in tutto il pomeriggio che abbiamo passato con loro non siamo riusciti a cogliere la benché minima apprensione nell'avvicinarsi dell'arrivo degli ospiti.
Mentre la pentola con la polenta si arroventa incastrata nella stufa che nonna Maria alimenta in continuazione, ci viene offerto uno stuzzichino prima di cena a base di ossocollo, un insaccato di rara delicatezza che solo il pensiero di ciò che ci aspetta salva da rapido esaurimento

Ma ormai ci siamo. Raccolti in una nebbiosa Sarmede, i convitati in atteggiamento quasi massonico sono stati condotti sino alla casa dove vive la mamma di Rosanna. Il tempo di parcheggiare, qualche chiacchiera per scoprire che probabilmente abbiamo delle conoscenze in comune (i golosi non amano stare soli...) e siamo subito con le gambe sotto il tavolo. 
Ha quasi l'aspetto di una seppia naufragata sulla spiaggia il radicchio avvolto nel lardo, ma l'immaginazione lascia presto lo spazio a sentimenti più concreti quando procediamo con l'assaggio.
Tutti gli ospiti, e questo è davvero difficile, hanno concordato sull'eccezionalità delle preparazioni che ci sono state servite. Per la sopa coada, piatto ormai in via di estinzione, è scattato un meritatissimo applauso. La consistenza e la delicatezza della combinazione tra pane, formaggio e carne di piccione ci rimarranno per sempre impressi nelle papille gustative.

La serata è splendida. Nonostante un numero inusuale di partecipanti, la conversazione si incrocia senza problemi come i (molti) bicchieri dei gran vini che Valter non smette di stappare, attingendo generosamente dalla sua personale cantina.
Ma per Rosanna è tutto normale. Quasi dobbiamo insistere perché si sieda un po' con noi. Ma solo quando anche l'ultimo piatto è stato servito si ferma per raccontarci con calma un po' di sé e dei segreti della sua straordinaria cucina

Ormai è quasi l'una. Molti devono riprendere la macchina e tornare sino a Vicenza, ognuno con il proposito di ritrovarsi presto a scoprire altre delizie di un Veneto eccezionalmente ospitale.

Grazie,  Luigi

Arrivano gli ospiti

intanto in cucina Maria, la mamma di Rosanna, cuoce la polenta

Maria sistema il fuoco nel fogher

La polenta 

Il radicchio trevigiano avvolto nel lardo

L'ossocollo di produzione propria

Le lumache in letto di polenta

Walter, responsabile dei vini

La sopa coada
zuppa di pane, brodo, carne di piccione sfilettata

 

La sopa coada servita con il brodo

Il capriolo con il contorno di funghi

 

Il morlacco del Grappa

Il tradizionale tiramisù

Marina, ROSANNA (la seconda a partire da sinistra, Michela (preziosa aiutante in cucina) e Maria

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