L'associazione Staseranonesco riscopre la moda di cuochi casalinghi
In pieno boom del cibo, e in piena guerra dei prezzi, si segnala un movimento nato da bisogni convergenti: ritrovare i sapori dell'infanzia, godere dell'intimità domestica e, non ultimo, evitare i salassi da ristorante. Nato per gioco tra amici fiorentini, "Staseranonesco" si è ingigantito ed é diventato un'associazione, che sta per sbarcare a Milano. L'idea é semplice. Chi sa farlo, propone di preparare in casa piatti tradizionali e magari dimenticati, di quelli che nei ristoranti  non si trovano più. L'associazione diffonde la notizia, e alcune persone (di solito 8 o 10) sono ammesse al desco. Le quattro mura ridiventano così un luogo di memoria, non solo culinaria, perché la cucina delle ricette perdute può essere un sommesso omaggio a una persona, a un luogo, a un modo di vivere: "Spesso_ dice Luigi Pittalis, socio Slow Food e ideatore del progetto - chi vive in una regione diversa da quella d'origine prepara i "suoi" piatti con più rigore e amore, per ricordare la sua terra". Così, nell'archivio delle cene già consumate si trovano il cibreo, quasi introvabile in Toscana, o le quaglie cucinate  con infinita nostalgia da Jamal, palestinese di Ramallah. Il debutto milanese entro fine mese. 

Mariella Tanzarella - la Repubblica - 10 novembre 2003

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