Non lo sopporto.
Non sopporto quando mi prendono le cose dal piatto,
ho considerato una grande conquista riuscire a dire "vuoi
assaggiare?"
davanti al piatto che mi avevano appena portato dopo un'accurata
selezione del menù,
figuriamoci come posso reagire se vedo scomparire consistenti
quantità
del mio CIBO dal mio piatto!
Ho due ricordi "forti" in materia.
Il primo mi riporta a fine serata di una giornata cubana.
Era caldo a La Havana, come tutti i viaggiatori, avevamo camminato
molto.
Immaginatevi di salire in camera stanchi e assetati, di sapere
di avere una bella arancia,
grande e piena di sole,
di distrarsi un attimo,
girarsi di nuovo e vedere il vostro fidanzato che mette allegramente
in bocca
l'ULTIMO spicchio
dell'ULTIMA arancia.
(Silenzio)
Credo di non dover aggiungere commenti.
Il secondo ricordo è più recente
e all'inizio ho cercato di prenderla sportivamente,
ma più passano le ore più la furia mi assale.
Il mio dolce preferito è quello al cioccolato con il cuore
morbido.
Mi spiego:
affondi il cucchiaio nell'impasto di questa pallina di cioccolato
e dopo un attimo sprofondi
in un caldo cuore cremoso
presente?
Allora, Luigi non è neanche goloso (lo dice lui).
Ordino il mio dolce.
Arriva, inizio a coccolarlo assaggiando due mini cucchiaiate per
avere conferma che è proprio lui,
lui con il cuore caldo!!!!
Mi accorgo che Luigi ha un cucchiaino che il cameriere gli ha
portato per permettergli di avere la sua parte di assaggio (perché
tanta solerzia?).
Lo vedo affondare in rapida successione due volte nel dolce.
Ancora tranquilla... riparto per il mio attacco al cuore
e... trovo solo l'impasto che funge da scrigno.
(silenzio, silenzio, silenzio, silenzio, silenzio,
silenzio, silenzio, silenzio, silenzio, silenzio)
(SILENZIO)
Mi sono detta "non è importante, Marina,
stai calma",
allora con un sorriso (un po' forzato),
ho fatto notare a Luigi il frutto della sua distrazione.
.... non ho ancora capito perché a quel punto sì è anche arrabbiato...
lui, dico, non io!
Non ho ordinato un altro dolce, non so come spiegarlo, ma "non
valeva più".
Il mio cuore era quello, il secondo sarebbe stato meno buono. |