Arrivi
in questo piccolo paese dopo aver percorso strade che si snodano
tra colline ricoperte di vigne e campi ben coltivati.
In questa stagione solo buona terra scura che custodisce già dei
semi che potremo apprezzare solo tra qualche mese, quando questo
freddo avrà lasciato il posto a temperature più calde.
Non c'é tanta gente in giro e allora arrivi nella piazza del Comune
accompagnata da un silenzio che ti sembra qualcosa di adatto per
entrare al "Museo del Tempo Perduto".
E' il museo che e' stato creato per permettere a tutti di avvicinarsi,
nonostante la solida grata di ferro che ci separa, alla vita delle
monache di clausura. Ci sono veramente delle monache di clausura
a Serra De' Conti, ancora oggi, e c'erano state fino a molti anni
anni fa anche in questa parte dell'edificio che e' stato trasformato
in museo.
Entri e grazie alle cuffie di un cd-rom portatile ascolti le voci
di alcune attrici che ti fanno rivivere quella vita tanto lontana
da noi. Passi attraverso un piccolo percorso che ti permette di
conoscere le emozioni, le voci, i "rumori" (anche se può
sembrare strano) della grata che si apre per far entrare una giovane
per la prima volta nel monastero, i passi per andare a pregare a
lavorare a cucinare e ricamare, la campanella che scandisce le ore.
E dopo che ti sei immerso in questa "strana atmosfera"
lasci la tecnologia moderna e visiti le altre sale.
E allora sono gli occhi e cercare nelle vetrine gli attrezzi per
fare tutte quelle cose che riempivano la giornata della monaca.
E quello che mi ha incuriosito di più e' stato tutto quello che
riguardava la cucina.
I tantissimi attrezzi diversi per preparare i pasti, e anche se
molto semplici ,i dolci, che servivano come merce di scambio per
le persone che avevano la bontà di portare qualcosa al convento.
E ci sono i tappi di sughero che sono impregnati di odori di spezie!
Lo so, non sono quelli di quei tempi, ma ti bastano per sentire
il profumo dei biscotti alla cannella e questo ti fa vedere molto
più che con gli occhi. Bellissime bottiglie di vetro verde che ti
immagini riempite di olio scuro e profumato di tante forme e misure
diverse.
Una piccola cantina dove venivano conservate tutte quelle cose che
avevano bisogno di fresco e buio.
E tante altre sensazioni....i |
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